domingo, 28 de marzo de 2021

Giuseppe Castiglia si scaglia contro Salvini e scrive un post epocale...


Non capisco perché vieni a raccontarcelo qui? Non dici sempre che “sei pagato dai cittadini per lavorare nel loro interesse”?
Bene, fallo allora!
Quando stavi all’opposizione e sbraitavi senza concludere nulla la scusa era “non ci ascoltano”, adesso sei tra quelli che “decidono”, qual è la scusa stavolta?
Pubblicare in continuazione post di questo tipo a cosa serve se non a cercare un facile, quanto inutile, consenso d’opinione?
In un paese che sta affondando nella miseria e nella depressione chi potrebbe non essere d’accordo con le ovvietà che scrivi di continuo? Forse solo quelli che in qualche modo traggono vantaggi e arricchimento speculando sulle disgrazie altrui, e purtroppo in Italia ce ne sono tanti, potrebbero non essere d’accordo a riaprire tutto.
Sei parte del governo ora, imponi questa idea. Ci riesci?
La verità è che siete tutti uguali, dalla sinistra più sinistra alla destra più estrema, non si salva nessuno di questa classe politica, nessuno ha davvero a cuore l’interesse del paese, fate proclami, dichiarazioni, post traboccanti di ottime intenzioni a cui non seguono mai i fatti.
Vi accusate gli uni con gli altri di avere come unico interesse il mantenimento di una poltrona, propinandoci quotidianamente un ignobile teatrino in cui l’unico genere che sapete mettere in scena è “la farsa”, mentre il popolo vive “la tragedia”.
Abbiamo una sinistra che non fa più la sinistra da un bel po’, che invece di battersi per i salari e per i diritti dei lavoratori e delle famiglie si preoccupa delle banche e contemporaneamente indossa indegnamente i panni del “buon samaritano” facendo finta di fare una caritatevole accoglienza utile solo all’arricchimento dei loro amici delle cooperative, riempiendo il paese di poveri disperati che, quando gli va bene finiscono a raccogliere pomodori per 14 ore al giorno a 2€ l’ora, oppure vanno a ingrassare le vacche dello spaccio di droga.
I grillini che hanno solo saputo creare la più grande falsa illusione degli ultimi 50 anni, facendo credere a una gran parte del paese che potessero essere l’alternativa a una politica che faceva gli interessi privati dei pochi amici e che invece in poco tempo si sono fatti fagocitare e metabolizzare dal sistema che dicevano di voler combattere, diventando peggio di quelli che volevano eliminare.
Berlusconi che pur di restare a galla e limitare i danni, sia personali che di partito, fa governi di larghe intese persino con chi lo ha combattuto e lo vorrebbe vedere finito.
La Meloni che fa un’ opposizione strabordante di un patriottismo sterile e funzionale solo a veder crescere la sua percentuale nei sondaggi.
E poi ci sei tu. Tu che hai un solo, unico, esclusivo obiettivo: dare una lezione a Bossi e a chi come lui non avrebbe scommesso un centesimo su di te e sulla tua idea di portare un partitello padano dal 4% al 40% nazionale, semplicemente eliminando la scomoda parola “Nord” e dimenticando tutti gli insulti rivolti a quell’Italia che comincia dal Po e finisce a Lampedusa.
Per questo quel famoso 10 Agosto del Papete hai buttato giù il governo di cui eri Ministro dell’Interno, perché i sondaggi ti davano i numeri che desideravi, quelli che ti avrebbero consacrato finalmente come “il condottiero della Lega”, il “capitano”, un novello Alberto da Giussano che aveva dato un gran ceffone a chi non credeva in lui.
Invece, da scadente stratega, non hai considerato che, pur di non andare alle elezioni, i tuoi ex compagni di governo si sarebbero alleati pure con Satana.
Questa è la verità, tu sei in cerca solo di una gloria effimera, vuoi restare nella memoria dei tuoi sostenitori come quello che “ha preso i voti al Sud”.
Li hai rubati quei voti, così come li hanno rubati i grillini e prima ancora Renzi, Berlusconi e via dicendo, perché gli italiani stanchi, soprattutto quelli del Sud, voterebbero persino Topolino pur di veder cambiare qualcosa a loro favore.
Ha sempre fatto comodo avere una parte d’Italia in grande difficoltà, in modo da poter avere un bacino di elettori a cui promettere qualcosa o da accontentare con un pacco di pasta e un buono benzina, la speranza di un lavoro, una casa popolare, un sussidio qualunque.
Purtroppo l’unico vero italiano che ebbe il coraggio di ribellarsi al sistema è morto nel 1647, si chiamava Tommaso Aniello d’Amalfi.
Chissà se ne nascerà un altro prima o poi.

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