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lunes, 22 de febrero de 2021

IL PLURIESTERO – ENNA UN LUOGO IN CUI IL SOGNO SI FA CONSAPEVOLEZZA DELLA VERA ESSENZA UMANA DELLA PERSONA.

 

 Il PluriEstero, un luogo nato dalla felice intuizione del dott. Agronomo Massimo Estero, si propone nell’eta’ contemporanea come spazio vitale, dove poter ricreare o alimentare la propria consapevolezza di persona (sociale) e di individuo (interiore), sulla base di un libero confronto regolato dalla pura ricerca del vero, rivelantesi nelle mille e più espressioni artistiche che anche il PluriEstero ha il merito di tentare di catturare. Il tutto secondo logiche di reale condivisione, scevra da narcisistici antagonismi, di imposizioni di un sé autoritario, poiché uno dei temi di fondo, regolativo della dialettica trasparente e costruttiva del Pluri, è appunto la maturazione personale libera, libera in specie dalle stereotipate logiche di dominio che cercano d’irretire l’individuo entro vacui circuiti commerciali, cercando di “comprarne” l’anima e di spegnerne la coscienza, ovvero il pensiero critico, la riflessione, la creatività, il giudizio morale, l’agire etico. Una logica che cerca di annichilire anche il senso estetico dell’individuo, fruitore di opere d’arte alla stregua di un consumatore passivo al supermercato, il cui giudizio si limita alle categorie estetiche puerili di “brutto”, “bello” e, direttamente mutuato dalla tecnologia, del tanto famoso “like”. Nello specifico in passato il PluriEstero si è già occupato di seminari, di happening artistici nello stile site-specific, ovvero nella elaborazione in loco di un’opera d’arte contemporanea da parte di artisti forestieri il cui talento e le fonti artistico-culturali sono venute a confluire nella possibilità di un’occasione unica per sintetizzare l’intero loro patrimonio conoscitivo, nella ricerca magari di nuovi linguaggi espressivi in loco, insomma una ricerca dell’estemporaneo, una confluenza di studi, esperienze e stati emotivi che si riversano di getto nella produzione di un qualcosa di nuovo, di un quid appunto unico, che si aggiunge al bagaglio artistico originale e pubblico, appunto perché l’Arte, quand’è vera, non ha niente da “subdolamente” proporre (vendere), ma di certo tutto da “raffinatamente” proporre, nell’esplorazione della miriade di rivoli e, di più, di implicazioni socioculturali, ma anche intimistico-personali, che l’opera liberamente propone. A tal proposito rinvio al post di “Gabriele Perretta. Una corretta pedagogia dei bisogni”, sul blog “PluriEstero”, dove l’autore si sofferma su considerazioni in tema, sottolineando da un lato come “…la tecnica è biopotere e come tale ha la virtualità di auto legittimarsi”, ma anche come, dall’altro, occorrano “…delle politiche atte alla comprensione della sfera pubblica, più che delle strategie funzionali solo al mondo della finanza liberista”. Altro principio fondante e, direi, esclusivo ingresso d’accoglienza al Pluri, è la consapevolezza di ritrovarsi anche in un contesto metaforico, tendenzialmente virtuoso e non virtuale, in cui ognuno ha la possibilità di salvaguardare l’unico significativo “oggetto” culturale che in definitiva si possiede: se stessi. Dunque, un luogo di “resistenza”. E non è poco, visto che nella dissipazione morale ed estetica odierna, dove anche l’Idea di Bellezza è stata violata e banalizzata, l’individuo resta il centro di se stesso, o meglio, cerca di non perdere tale centro in balìa delle troppe correnti relativistiche che in nome del pluralismo in realtà non fanno che massificare la società, vendendole bugie e lavorando attivamente per impedirne la piena evoluzione interiore, dalla quale si dipana poi il vero progresso come auspicabile categoria ermeneutica della storia. La realtà globalizzata dunque, specie nella “glocal (globale ed al tempo stesso locale)” realtà istituzionalizzata nei suoi clichees e luoghi comuni, non conferisce né riconosce un’identità personale, l’individuo non ha spazi istituzionali in cui può rendere palese la sua esistenza ed il suo pensiero. Ed allora ecco che il PluriEstero dispiega proprio questa voce di auspicato progresso civile ed umano, nella consapevolezza che l’individuo da solo non vale nulla, poiché intrinsecamente relazionale, e che siamo tutti parti integranti e complementari di un’unica realtà sul pianeta Terra, di un’unica famiglia essenzialmente interrelata nella più ampia categoria di “esseri viventi”, dunque esistente nell’ambito di un globale ecosistema i cui equilibri “l’uomo del potere” sta pericolosamente perturbando, e sono sotto gli occhi di tutti gli esiti drammatici, e per tanti versi irreversibili, che l’inquinamento del suolo e delle acque, oltre che atmosferico, stanno producendo su scala mondiale. Assume allora rilievo la connotazione anche umanitaria oltre che umanistica (termini accomunati dalla stessa radice etimologica: “uomo”) che, sempre sottesa ad ogni evento artistico-culturale, ne diviene a volte chiara forza motrice nonché leggiadra ispirazione. E mi riferisco nello specifico al progetto dall’ampio respiro etico-culturale di rivalorizzazione del quartiere S. Berillo a Catania, un quartiere periferico che si è cercato di salvare dal totale degrado “riscrivendone” la narrativa, ovvero esprimendone la valenza semantica in ordine ai vari contesti comunicativi, nell’ambito di un progetto coordinato dalla dott.ssa……. Ma non dimentichiamo il grande ed originale valore del PluriEstero anche per ciò che concerne l’aspetto floro-vivaistico. E ci riferiamo alla coltivazione in loco di essenze mediterranee di montagna, delle quali si sottolinea la vitalità, come per l’intero mondo vegetale. E ciò è chiaramente spiegato dal chiar.mo prof. Stefano Mancuso, Neurobiologo Vegetale e Ricercatore all’Università di Firenze, che sottolinea l’armonizzarsi della crescita delle piante in sintonia con le frequenze musicali, specie quelle basse. Più di un intervento in proposito si trova appunto alla pagina Facebook di Massimo Estero: “Giardino didattico in vaso di essenze mediterranee di montagna”. Un ultimo, ma non ultimo in termini d’importanza, asse culturale che il PluriEstero si prefigge di costituire e rappresentare nel suo intento ermeneutico-epistemologico-didattico, è il riferimento all’approfondimento della “cultura” in quanto tale categoria generale non conduca mai ad estremi fatalistici ed autocelebrativi, tipici di una pseudo ovvero di una sub-cultura, ma piuttosto converga sempre verso la costruzione partecipata e condivisa, sulla base del libero confronto, del “culto” in sé, ovvero del prodotto (il “culto”) ed il processo proprio di una data elaborazione culturale, nella consapevolezza che, al di là degli esiti determinati dalla ricerca del momento, solo la “Conoscenza” si erge a meta-processo che, riflettendo su se stesso e sulle sue conquiste fondatamente culturali, svolge un terapeutico processo di emancipazione dell’individuo, di liberazione dalle schiavitù sociali che per mancanza “indotta” di cultura gli si vogliono imporre (come la celebrazione dello “status” nelle sue varie espressioni di socializzazione globalizzate) e di liberazione dalle nevrosi che reca con sé sin dalla nascita sia la natura ontogenetica dell’individuo (in quanto essere finito e limitato), sia la natura filogenetica dell’uomo, relativamente alle (pseudo) acquisizioni culturali, col loro carico di perfidia e sottile perbenismo che la nascita della società moderna, a partire dal XVIII secolo, si è trascinata dietro quali detriti, scorie dell’anima, innanzitutto. Quindi, sperando di aver potuto rendere, almeno nei suoi tratti salienti, il tratto umano e pedagogico di questa, nella sua ragion d’essere, nobile iniziativa artistico-culturale che è il PluriEstero di Massimo Estero, nel ricordarvi la collaborazione di personaggi del calibro di Maria Arena - docente di tre Accademie di Belle Arti, Alfredo Sciuto - artista, interior design - architetto d’interni, Adriano Pricoco - docente di BB. AA. ed esperto in discipline cinematografiche ed in linguaggi contemporanei, Rita Chiusa - poetessa, Gianni Riolo - dottore in Economia, Angelo Maddalena – artista itinerante, tracciamo le coordinate di fruizione culturale, virtuale (pagine Facebook ed e-mail) e di indirizzo geografico proprie del PluriEstero: Residence d’Artista Consultazione bibliografica “ filmica “ musicale “ documentale Laboratorio Sala proiezioni Galleria Sala seminari Postazione Internet Pagine Facebook: PluriEstero Giardino didattico in vaso di essenze mediterranee di montagna. Enna Centro culturale Ars Nova Enna E-mail: pluriesterosicilia@libero.it Viale Guglielmo Borremans, 53, Enna 0935/1830310 Dott.ssa in filosofia Adele Marina

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