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venerdì 28 aprile 2017

Un circo blocca l' attività del campione Azzurro di salto in lungo Filippo Randazzo


Accade a Valguarnera Caropepe piccolo paese dell'entroterra Siciliano, il comune autorizza un circo e blocca per una settimana le attività sportive in atto nella struttura, veramente nemmeno in un circo si vedono certe cose.
A mio avviso il circo non porta nessun beneficio alla nostra comunità, anzi porta soldi fuori dal nostro paese, perchè gli unici a guadagnare sono gli stessi titolari del circo. Cosi facendo non si valorizzano le associazioni e i tanti artisti Valguarneresi, anzi si avranno tanti risvolti negativi, per posizionare il circo sapete che devono bucare il terreno per posizionare dei paletti per tenere il grande tendone. Abbiamo incontrato il Tecnico Carmelo Giarrizzo, (con il quale ci siamo soffermati a parlare del campione Italiano.. l'azzurro Filippo Randazzo che a Fabbraio ha approdato oltre gli 8 metri). Ci ha riferito che ormai ha perso ogni speranza, si sente solo preso in giro e per il disservizio affronterà lui le spese di viaggio per andare in un altra struttura ad allenarsi, ci dice pure che non è la prima volta che prestano il campo a manifestazioni che non sono inerenti alla struttura, questa estate ci sono stati delle manifestazioni equestri. Allora io mi chiedo come è possibile affidare un campo sportivo a un circo? Com'è possibile prestare la struttura ad una struttura Equestre? Sapete il danno che si crea? per caso la pista di Atletica o il terreno di gioco dei calciatori, sono abilitati al passaggio di animali cosi grandi e pesanti? la pista di atletica è fatta di un materiale particolare e va calpestata solo da persone.
Luigi La Delfa

Ecco la lettera aperta di Carmelo Giarrizzo


“E’ da circa 35 anni che svolgo l’attività di tecnico di atletica leggera in una zona del centro Sicilia dove il concetto di sport coincide prevalentemente con quello di calcio (più parlato che praticato).
Pensavo di avere visto di tutto in tema di disattenzione, mancanza di cultura sportiva e totale indifferenza nei confronti di chi ha speso tutte le proprie migliori energie per diffondere una diversa idea di sport e provare a far praticare con amore e, se possibile, con buone conoscenze tecniche una disciplina sportiva complessa ma stupenda come l’Atletica, riuscendovi, credo, anche con buoni risultati e con un considerevole numero di atlete ed atleti.
Negli ultimi 28 anni (da quando esiste un mini impianto di atletica all’interno dell’unica struttura sportiva di Valguarnera) mi è capitato, infatti, di vedere distruggere il pistino per l’atletica (rifatto, poi, dopo una diecina di anni) perché occorreva allargare l’adiacente campo di calcio, assistere all’effettuazione di pirotecnici (e pericolosi) fuochi d’artificio sullo stesso terreno di giuoco, dover condividere tale (sempre unico) impianto sportivo con manifestazioni equestri.
Ma la chiusura dell’impianto per far montare un circo con immancabile mega tendone, mezzi pesanti, zoo e relativi animali più o meno esotici, no, non l’avevo ancora vista.

Ma è così. Certamente per una settimana l’unico impianto sportivo di Valguarnera (campo di calcio ed annesso pistino e pedane per i salti, oltre alle palestre per la muscolazione) rimarrà “off – limits” per le associazioni sportive e per tutti gli atleti della mia Pro Sport 85 tra cui spicca Filippo Randazzo, atleta della Nazionale Italiana, che su quell’impianto ha costruito e, tuttora affina, quel talento che lo ha portato fino al superamento del muro degli 8 metri nel lungo e alla finale dei recenti Euroindoor di Belgrado.
Essere sfrattati dall’impianto in un momento chiave della preparazione (siamo alla vigilia dell’inizio della stagione outdoor) e costringere tanti ragazzi che hanno sudato durante tutto l’inverno per cercare fin dall’esordio di mettere a frutto i loro sacrifici ricercando il proprio miglioramento personale, provare a conquistare la maglia di campione regionale, il minimo per i campionati italiani, la convocazione in una rappresentativa sia essa regionale o quella che ti consente di indossare l’azzurro della nazionale, è un vero atto di “ignoranza sportiva” e di insensibilità istituzionale, oltre che di ineducazione vera e propria dato che abbiamo appreso dell’avvenuta autorizzazione al circo di installarsi al campo sportivo . . . dai manifesti che pubblicizzano gli spettacoli.
Personalmente sono indignato da cotanta arroganza e spaventato dai danni che potenzialmente potranno essere arrecati all’impianto. Inorridisco al pensiero di mezzi ed animali che calpesteranno ed impesteranno l’intero impianto, di pali che verranno conficcati sul terreno di gioco per sostenere i tiranti che sorreggono il tendone e dai potenziali danni che potranno subire il pistino e le pedane dei salti. Per non parlare dei possibili rischi per l’igiene e la salute personale dei tanti ragazzini (anche quelli delle altre associazioni sportive) che dovranno ritornare a praticare sport in quell’impianto quando tutto sarà smontato.
Sottolineando l’insensatezza di far installare un circo all’interno di un impianto sportivo dopo che per la sua ristrutturazione sono stati spesi circa 600.000 euro solo pochi anni fa, mi chiedo, inoltre, se siano stati sentiti i pareri della Commissione di Vigilanza per i Pubblici Spettacoli prima di dare l’autorizzazione al circo di accamparsi; se tale decisione rispetti il Regolamento d’uso dell’impianto approvato dal Consiglio Comunale e se, nel prendere tale decisione, l’amministrazione comunale abbia avuto, almeno vagamente, il dubbio che si trattasse di una scelta scellerata per il potenziale sfregio che si può arrecare all’impianto stesso.
Carmelo Giarrizzo



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